Il centro storico di Civitavecchia: storia e luoghi da visitare

Il centro storico di Civitavecchia: storia e luoghi da visitare

Per centro storico di Civitavecchia si intende il vecchio centro abitato che in epoca medievale era cinto dalle mura difensive. Questa zona si sviluppa in strade parallele al mare, in passato indicate prima, seconda, terza e quarta strada in base alla loro posizione.

Luoghi simbolici del centro storico

Passeggiando per il centro storico è possibile godere di un’atmosfera medievale ricca di molti elementi architettonici e artistici. Pertanto, vogliamo raccontarvi alcune bellezze di questo luogo.

1. Piazza Leandra

Piazza Leandra, risalente al IX secolo, è la piazza più antica della città, circondata dalle mura intorno alle quale si sviluppava il borgo medievale. Al centro della piazza si trova una fontana di origine medievale, tutt’oggi attiva. Sulla piazza si affaccia la Chiesa della Stella o della Vergine delle Grazie (1688), sede dell’ Arciconfraternita del Gonfalone. All’interno della chiesa è possibile ammirare, sulle due pareti laterali, due affreschi del pittore Civitavecchiese Ennio Galice (XX secolo): L’Adorazione del Bambino Gesù e Il Cristo Tra Due Santi

I Dipinti misteriosi di Piazza Leandra: Un palazzo condominiale chiamato palazzo Manzi del 1780 circa, proprio a piazza Leandra, ingloba una costruzione molto più antica, del 1200/1300, contenente un vano tappezzato di misteriosi dipinti, probabilmente di Raffaello.

Il proprietario della casa, Tarcisio De Paolis, ha deciso di aprire al pubblico e la visita è completamente gratuita e può essere fatta da giovedì a domenica dalle 16.30 alle 19.30.

I dipinti rappresentano una copia identica all’opera La stanza di Eliodoro di Raffaello, nei Musei Vaticani.

Secondo gli studiosi anche i dipinti di Piazza Leandra sono opera di Raffaello stesso, il mistero ancora oggi è se i dipinti ai Musei Vaticani siano la copia di questi a Civitavecchia o se questi siano la copia o la bozza preparatorio dei dipinti al Vaticano.

2. Piazza Aurelio Saffi

Da piazza Leandra è d’obbligo raggiungere Piazza Aurelio Saffi (o piazza San Giovanni) per il passaggio dell’Archetto. La torre dell’Archetto insieme alla torre Ottagonale, di fronte alla chiesa della Morte, sono parte di quelle che erano le mura medievali che circondavano la città.

Centro storico di Civitavecchia

Piazza Saffi ospita anche la Chiesa di S. Maria dell’Orazione o più nota come Chiesa della Morte (1685) della confraternita della Morte, la chiesa più antica della città.

Nonostante le piccole dimensioni la chiesa contiene un grande valore artistico con la facciata esterna barocca e la pianta interna a croce greca che ricorda la forma di un teschio. Entrando salta subito all’occhio la cupola di forma ellittica ricca di affreschi del pittore Giuseppe Errante. Sull’altare si trova la pala di San Benedetto e Sant’Anna, il Dipinto della Madonna col Bambino e la statua in legno di San Michele. Tuttavia, ancor più caratteristico è il parapetto in legno sopra l’ingresso, ricavato dalla poppa della nave ammiraglia della flotta pontificia nella battaglia di Lepanto.

3. Cattedrale di Civitavecchia

La Cattedrale di San Francesco d’Assisi in piazza Vittorio Emanuele costruita sui resti di una piccola chiesa francescana del 1610, su ordine di Papa Clemente XIV, è stata ultimata nel 1782 e diventata Cattedrale nel 1805.

Centro storico di Civitavecchia

Presenta un’alta facciata barocca con un’unica porta centrale ed un’ampia scalinata. All’interno si trova un’unica navata centrale con cappelle simmetriche ai lati. Sopra il timpano sono poggiate due grandi sculture rappresentanti la Fede e la Giustizia, opera di Pietro De Laurentiis. Mentre, sotto il timpano un affresco di Antonio Nessi rappresenta San Francesco che riceve le Stimmate.

Le origini del centro storico

Il territorio di Civitavecchia sembra essere stato un insediamento Etrusco, ma, le origini della città risalgono al 103-104 a. C. durante l’età Imperiale Romana.

Una primissima documentazione è infatti in una lettera del 107 a. C. di Plinio il Giovane in cui dichiara di essere stato invitato dall’imperatore Traiano nella sua villa a Cemtumcellae. Proprio questa villa, che secondo alcune ipotesi, da il nome alla città stessa in virtù delle sue numerose e maestose stanze.

Centumcellae diventa un centro portuale molto importante e la città alle sue spalle si espande sempre di più, anche dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente.

Nell’800, a causa della sua esposizione, Civitavecchia è vittima di moltissime incursioni saracene che costringono i cittadini a lasciare la città. Papa Leone IV decide di intervenire consacrando il territorio dei monti delle Tolfa per spostare la città in luogo più protetto.

La nuova Centumcellae fiorisce nell’entroterra per quasi cento anni fin quando, alla fine del secolo, l’assemblea cittadina delibera la scelta di tornare alla città originaria lungo la costa e ricostruire sulle sue rovine una nuova città più forte e bella di prima.

La nuova città costruita sulla vecchia prende il nome latino di Civita Vetula, appunto Civitavecchia.

Una leggenda popolare, forse un po’ poetica, narra che a convincere i cittadini sia stato il consiglio un vecchio marinaio di nome Leandro, superstite di una delle invasioni saracene subite nella città vecchia. Si pensa che proprio per questo le due lettere O. C. incise sul simbolo di Civitavecchia stiano a significare l’Ottimo Consiglio di Leandro. Inoltre è in memoria del Marinaio Leandro che Piazza Leandra, situata nel centro storico di Civitavecchia, ha questo nome.

Rinata dalle sue ceneri la città cresce e afferma sempre di più il suo strategico ruolo di Porto di Roma. Ma, proprio questa sua ricchezza durante la Seconda guerra mondiale, è la sua disgrazia. Gli Alleati per ostacolare i rifornimenti nemici attaccano ripetutamente il porto e la città.

Dal 14 Maggio del 1943, per circa un anno, fino al 22 maggio 1944, Civitavecchia subisce più di ottanta bombardamenti aerei e innumerevoli incursioni. Quest’ultime distruggono quasi interamente la città vecchia e quindi proprio il centro storico e il suo patrimonio artistico, danneggiando anche la Cattedrale e il Forte Michelangelo.

Dopo la guerra, Civitavecchia si rialza in piedi grazie anche al Vescovo Mons. Luigi Drago, amico di Papa Giovanni XXIII, che insieme ai preti e suore salesiani soccorrono i superstiti e gli sfollati e tengono unità la comunità civitavecchiese.

Conclusioni

I centri storici sono come dei musei a cielo aperto.

Il centro storico di Civitavecchia rappresenta le origini della città, lui stesso ne racconta la storia attraverso i segni del passato per fortuna ancora intatti.

Oltre al suo valore culturale, oggi come un tempo, rappresenta un importante luogo di aggregazione sociale, è infatti molto frequentato dai cittadini di ogni età.

Inoltre nel centro storico, partendo da Via Montegrappa e passando per le due Piazze prima citate fino al lungo mare, sono numerosi i ristoranti e trattorie in cui è possibile confortarsi con un buon vino ed un piatto tipico della cucina civitavecchiese. In particolare, le due Piazze offrono pub di ogni tipo in cui è possibile trascorrere piacevoli serate.

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