Ecosostenibilità: scopriamo insieme l’app Too good to go

Ecosostenibilità: scopriamo insieme l’app Too good to go

Lo spreco di cibo è sicuramente un problema globale che interessa l’intera filiera agro – alimentare. Moltissime attività commerciali, nell’arco della settimana, si ritrovano a buttar via della merce invenduta e ad alimentare dunque un gioco assai pericoloso per l’ambiente.

Parlando concretamente di dati, ogni anno in Italia vengono gettate via 20 milioni di tonnellate di cibo, spreco che in termini di spesa corrisponde a €15 miliardi l’anno, l’equivalente dello 0,9% del nostro PIL.

Lo spreco avviene in tutte le fasi della filiera e nelle abitazioni domestiche: anche qui, nelle case degli italiani circa 27,5 Kg di cibo, finiscono ogni anno nella spazzatura. Gli alimenti più sprecati sono la verdura e i latticini.

Esistono dunque progetti o proposte in grado di arginare questo problema?

L’app Too good to go

Da circa un anno e mezzo, è attiva anche in Italia una app ideata da giovani startupper danesi la cui traduzione del nome è “Troppo buono per essere buttato”. L’app Too good to go in sostanza permette di mettersi in contatto con attività commerciali che scambiano, attraverso delle magic box, prodotti invenduti a prezzi scontati. 

Chiaramente, chi scarica l’app (è gratuita e si trova facilmente su play store), può cercare le attività della sua città che hanno aderito al suo progetto e mettersi in contatto con esse.

Credo che per renderti partecipe della mission di questo progetto, bastino poche semplici frasi:

“Ogni giorno ci troviamo di fronte a diversi problemi ma alcuni sono più facili da ignorare rispetto ad altri. A nessuno piace vedere il cibo gettato nella spazzatura, ma la realtà è che questo avviene comunemente ogni giorno e ogni secondo.


Un giorno, alla fine di un buffet, abbiamo visto che un sacco di cibo buonissimo e ancora fresco veniva gettato via… Ecco allora che è nata l’idea di creare Too Good To Go!

Una volta elaborata l’idea, alcuni imprenditori hanno unito le loro forze per aiutarci a trovare una soluzione che ora sembra più che semplice: un’app che consente a ogni persona di fare la propria parte per ridurre gli sprechi e allo stesso tempo di ottenere pasti freschi e deliziosi sostenendo le attività commerciali locali.

I commercianti riducono i loro rifiuti e i nuovi clienti provano i loro prodotti. Entrambi contribuiscono a creare un mondo migliore! Win-Win-Win!

Sappiamo che le abitudini sono difficili da cambiare ma noi siamo qui per questo! Fino ad oggi siamo cresciuti alla velocità della luce e Too Good To Go rappresenta la più importante realtà di riduzione del surplus alimentare al mondo.”

Chi aderisce e come funziona l’app Too good to go?

Al progetto Too good to go, aderiscono principalmente negozi di alimentari, ristoranti, quindi supermercati, bar, caffetterie e diverse attività della filiera agro – alimentare. 

Ogni giorno queste attività mettono a disposizione alcune confezioni contenenti prodotti freschi rimasti invenduti – le magic-box – che si possono prenotare tramite l’app e pagare con carta di credito.

Gli alimenti della magic box sono concretamente una sorpresa: gli alimenti devono essere venduti a un terzo del prezzo intero. La maggior parte delle Magic costa 2,99, 3,99, 4,99€ con qualche eccezione in base al prodotto inserito all’interno.

Quali sono le motivazioni principali che spingono gli utenti ad aderire alla causa? 

Principalmente il risparmio. Con pochissimi soldi, si ha la possibilità di portarsi a casa una buona quantità di cibo che sarebbe altrimenti finita nella spazzatura. Per gli esercenti invece, le motivazioni possono essere 3:

  • Vantaggio economico: anche se piccolo, il commerciante sta guadagnando su prodotti che avrebbe sicuramente gettato nella spazzatura;
  • Pubblicità: la piattaforma permette all’attività di entrare in contatto con nuovi clienti che possono essere fidelizzati nel corso del tempo. Dato che non stiamo parlando di delivery, ma di take away, il locale se lavora bene, ha la possibilità di acquisire la fiducia di una nuova fetta di clienti;
  • Attenzione alla salvaguardia ambientale, dunque il contrasto al problema dello spreco del cibo. 

L’aspetto promozionale è fondamentale, considerando che  a ogni box venduta viene applicata una commissione di 1,19 euro, non pochi considerando che per la maggior parte queste confezioni sono vendute a un prezzo che va da 3 a 5 euro.

Al progetto hanno aderito aziende come Coop, Carrefour e Eataly, ma i partner sono circa 45.000: l’obiettivo di Too good to go è di stringere partnership con 75.000 aziende entro il 2020.

Se continuano con questo passo, sicuramente ci riusciranno.

Alcune analisi sulla vendita al dettaglio

Ogni anno, circa 200 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate in fase di vendita: praticamente stiamo parlando dell’equivalente di 210 miliardi di dollari.

Le cause principali dello spreco alimentare in fase di distribuzione sono:

  • Mancanza di tracciabilità e trasparenza per vari gruppi di stakeholder
  • Mancanza di sistemi di tracciabilità dei dati o di canali sincronizzati di informazione
  • Manipolazione approssimativa durante carico e scarico
  • Controllo e monitoraggio approssimativi della temperatura di ingredienti deperibili
  • Scelte erronee di container, modalità di trasporto e stoccaggio

Le cause principali di spreco alimentare in fase di vendita al dettaglio sono:

  • Rimpiazzo frequente dei prodotti disposti alla vendita ed esposizione di grandi quantità di prodotti
  • Inadeguate dimensioni delle confezioni per attirare i consumatori
  • Impossibilità di prevedere la domanda
  • Rifornimento in quantità eccessive e mancanza di strumenti di stoccaggio
  • Valutazione erronea della deperibilità e della data di scadenza dei prodotti
  • Prodotti non popolari, danneggiati o non più in promozione

Conclusioni

Too good to go

Il bello di questa app, è che ognuno nel suo piccolo può fare la differenza.

In realtà se applicassimo questo concetto alle attività che quotidianamente conduciamo, probabilmente saremmo in grado di raggiungere passo passo obiettivi e traguardi sempre più grandi.

Il piccolo è il nuovo grande si dice: in questo caso, impegnandoci costantemente a rendere più accettabile la realtà che ci circonda, nel nostro piccolo avremo fatto qualcosa di grande.

Circa 1,8 milioni di persone in Italia hanno aderito al progetto e scaricato l’app: tu vuoi far parte della rivoluzione?

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