Alcune curiosità su 6 opere d’arte famose

Alcune curiosità su 6 opere d’arte famose

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“Non c’è arte senza coscienza di sé, e la coscienza di sé e lo spirito critico sono tutt’uno.”

Queste le parole di Oscar Wilde

Civitagram nasce con l’intento di promuovere e raccontare il territorio e con esso ciò che più di interessante è stato prodotto dall’uomo.

L’arte ha da sempre rappresentato uno dei principali mezzi per esprimere un’emozione, uno stato d’animo, un modo di pensare e quanto di più vi sia legato alla sfera passionale, intima e umana.

In un mondo dove le informazioni scorrono inesorabilmente e lasciano spazio ad altre nuove informazioni, l’arte rimane un qualcosa di eterno, che non muore mai.

Se ti piace curiosare e ti diverti ad andare alla ricerca delle particolarità che travolgono questo mondo, allora sei nel posto giusto.

Abbiamo deciso di trattare 6 opere d’arte e parlarti di alcune curiosità che ruotano attorno ad esse.

1. L’arte di Vermeer – La ragazza con l’orecchino di perla

l'arte by civitagram

La ragazza con l’orecchino di perla fa riferimento ad un’opera prodotta intorno al 1665-1666 da Johannes Veermer e attualmente conservata nell’Aia (Olanda).

L’artista era solito dipingere i suoi soggetti con addosso i ”tronien”, ovvero indumenti del passato che riprendessero motivi antichi, biblici.

Ma chi è la donna rappresentata nel ritratto sopra indicato ? Questa è la domanda che si pongono tutt’oggi diversi critici d’ arte.

Tra le diverse ipotesi ve ne è una che sostiene che la modella sia la figlia di Veermer stesso, andando ad avvalorare la strana somiglianza con lui.

Chi invece sostiene che dietro questa opera si celi in realtà un autoritratto, un pò come per la Gioconda di Da Vinci.

Tutt’oggi l’emblema sussiste e forse il vero fascino di quest’opera rimane proprio la dubbia esistenza della modella stessa.

2. La Gioconda

Sfuggente, ironica, sensuale: questi alcuni degli aggettivi che descrivono una delle opere più famose del Da Vinci.

Dubbi e misteri si celano dietro l’opera esposta attualmente al Lovre di Parigi. Quella che a primo acchitto doveva sembrare una modella in posa al pittore, invece sembra rappresentare un autoritratto dell’artista stesso.

Così hanno ipotizzato in molti.

Ma proviamo a far luce su quella che sembra essere la vera identità della donna dipinta dal Da Vinci.

Nel mondo dell’arte affermano alcuni che la donna ritratta è Lisa Gherardini, moglie di un importante mercante di seta con la quale il padre dell’artista era in contatto.

Luci e ombre dietro quella che rimane, tra le opere più intriganti della storia dell’arte.

3. L’arte di Leonardo – L’ultima cena

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L’Ultima cena rappresenta uno dei capolavori del rinascimento italiano meglio riuscito del Da Vinci.

Ubicata nel santuario di Santa Maria delle Grazie, l’opera commissionata da Ludovico il Moro, doveva riprodurre un banchetto conviviale attraverso una tecnica parietale a secco.

La vera curiosità sta nel fatto che l’opera originaria, o almeno la prima versione de l’Ultima cena, riproduceva i piedi di Gesù sotto il banco.

L’artista decise in una seconda battuta di eliminare questo dettaglio al fine di realizzare una porta utile ai frati quale collegamento tra il refettorio e la cucina.

Un dettaglio architettonico ha cambiato quella che era quindi la versione originaria dell’opera del Da Vinci.

4. L’arte di Dalì – La persistenza della memoria

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Genialità e delirio, pittore del surreale e dei mondi onirici.

Salvador Dalì deve il suo nome ad una circostanza non di certo felice: suo padre decise di chiamarlo con lo stesso nome del primogenito scomparso, episodio che andò a segnare di netto la sua esistenza.

Risaputo che Dalì non amava divulgare come nascevano le sue opere. Tra gli artisti più stravaganti del panorama artistico, ha sempre saputo stupirci per la sua personalità e il suo estro.

L’artista svelò che l’idea dei suoi iconici orologi molli fu ispirata dall’osservazione di alcuni pezzi di formaggio Camembert sciolto al sole.

Come sempre, trarre ispirazione dalla quotidianità è da sempre stato il marchio di fabbrica di Dalì.

5. L’arte di Van Gogh – La notte stellata

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Il dipinto del pittore olandese ” La notte stellata ”, è attualmente conservato nel museo di arte moderna di New York.

Prodotto nel 1889 fu uno dei dipinti più inquietanti prodotti dall’artista prima di terminare la sua vita.

La piccola città dipinta nella Notte Stellata di Vincent van Gogh è Saint-Rémy-de-Provence, al sud della Francia. Van Gogh dipinse il lavoro mentre era ricoverato in qualità di paziente al Saint-Paul-de-Mausole, un ospedale psichiatrico presso Saint-Rémy.

Attualmente l’ospedale risulta dotato di un’ala recante il nome del pittore olandese.

6. L’arte di Munch – Il grido

Munch

Il titolo originale del dipinto è Skrik e la scena è stata ispirata ad una località nei pressi della città di Oslo, un sentiero sulla collina di Ekberg.

Per Edvard Munch non era importante descrivere le forme in modo preciso. Finalità principale, invece era quella di trasmettere un senso di angoscia e di solitudine.

La curiosità risiede nel fatto che esistono altre cinque versioni dell’opera.

Le prime due (del 1893) realizzate attraverso l’uso di tempera e pastello su cartone, sono conservate rispettivamente nella National Gallery di Oslo e nel Museo Munch.

Una terza versione, di proprietà privata, fu creata nel 1895 con dei pastelli recentemente venduti all’asta per circa 120 milioni di dollari. Esiste anche una quarta versione del 1895 consistente una litografia in bianco e nero.

La versione finale, realizzata nel 1910 da Munch, vista la popolarità delle precedenti, è conservata nel Museo Munch, e negli ultimi anni ha fatto clamore per essere stata rubata nel 2004 e recuperata nel 2006.

Saluti

Speriamo di averti incuriosito e lasciato alcuni spunti di riflessione su queste opere artistiche.

Le scoperte artistiche non finiscono mai, proprio per questo vogliamo segnalarti un altro articolo che parla di questo mondo così variegato, dagli un’occhiata.

Il viaggio per oggi termina qui: continua a seguirci sui nostri canali di riferimento per conoscere nuove storie.

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